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sabato 24 maggio 2014

Other lives: Nina Novak

La linea di discendenza dei Novak è lunga tanto quanto la storia di Koroleva e non esisteva una generazione in quella famiglia che non contasse almeno un soldato (se non un ufficiale) nell'esercito del pianeta. Nina nasce a Kansk, una fredda cittadina dell'emisfero settentrionale del pianeta, nel febbraio del 2485 ed è l'unica femmina dopo tre fratelli maschi, tutti e tre ripartiti tra fanteria, genio ed intelligence; per la quarta invece venne scelta una strada diversa. Concluso il primo ciclo di studio, vince una borsa di studi per il corso di Scienze della comunicazione nell'università dell'Alleanza di Xanto. Quando ha solamente vent'anni si sposa con un giovane ufficiale della 4th Fleet e ne prende il cognome diventando Nina Reed; tuttavia nonostante il matrimonio non abbandona gli studi che continua ed affianca ad un lavoro nella testata giornalistica di Sadrany (ottenuto anche grazie all'influenza del marito).

Quando scoppia la guerra e gli Indipendentisti bombardano Sadrany lei non è nella capitale, ma si rifugia tempestivamente in una piccola cittadina periferica che non viene presa di mira dall'attacco. Dopo la laurea, ed a conflitto ormai nel pieno del suo fragore, diventa inviata di guerra a Shadetrack fino alla sua resa; successivamente viene richiamata a Xanto. Finita la guerra, tra le vittime della fine del conflitto c'è anche il nome del marito di Nina, caduto a Serenity Valley; nel 2511 ha soli ventisei anni ed un'ingente eredità lasciatagli dal marito defunto. Anche dopo la guerra continua a lavorare come giornalista. 


Sadrany, Febbraio 2507

Non ha finito di bere il secondo bicchierino di Vodka.
Saranno ormai le due di notte ma non ha nessuna intenzione di rimettere piede nel suo attico lussuoso.
Il locale è grande, dislocato su tre piani sovrapposti: il bar, la pista da ballo, il balcone che si affaccia sulla piazza della capitale; e lui è sull'ultimo piano, con la schiena leggermente piegata in avanti e le braccia poggiate sul corrimano della balconata; la vodka ancora in mano.
Dove hai lasciato la tua giovane fidanzata dell'Alleanza?
Aleksej Romanov ruota il capo, per inquadrare la ragazza bionda che con un sorriso radioso gli si affianca appoggiando la schiena al corrimano della balconata. Ha un lungo vestito nero da sera, liscio, che si adatta perfettamente a quella figura slanciata e dalle forme morbide e lineari. Gli occhi scuri dell'uomo ci impiegano qualche secondo per risalire dallo spacco dell'abito, dalle gambe, agli occhi azzurri e chiari. Anche lei ha della Vodka nel suo bicchiere.
Nina Reed.
Reed, come la figlia del Senatore Reed?
No: come la moglie del figlio del Senatore Reed.
Sposata con un Soldato.
E tu sei su quella strada.
Lei allunga il sorriso, tagliando il viso con un'espressione beffarda. Lui invece torna a guardare davanti a sè, oltre l'affaccio che offre quel grattacielo.
Ho i tuoi ordini, Volkov.
Sentir nominare il suo nome, dopo tutti quei mesi, nel suo accento originale, gli provoca un lungo brivido lungo la schiena.
Credo che tu abbia bevuto troppo, honey.
Ed è a quel punto che la ragazza sussurra qualcosa all'orecchio del nero; una manciata di secondi prima che lei si allontani nuovamente per tornare a poggiarsi sul corrimano.
D'accordo, continua.
Anche lei si gira, dando le spalle al resto del balcone.
La Flotta Indipendentista entrerà nello spazio del Central tra poche ore e sai quanto tempo impiegheranno a giungere qui. Inoltre alcuni soldati Indipendentisti sono già in città in attesa dell'inizio delle operazioni. Quando inizierà l'attacco la base militare di Sadrany sarà la prima ad essere bombardata e la vostra missione sarà di mettere fuori uso le comunicazioni delle base ad attacco iniziato, così che l'attacco possa durare più a lungo; New Moskow non crede nelle potenzialità dei soldati mandati dal Comando sul pianeta, perciò ti vuole nella squadra.
Immagino che non ci sia un piano di recupero.
Immagini bene. Se non lasciate la base prima dell'arrivo dei rinforzi nemici, verrete catturati.
Inspira a fondo; osserva il fondo del bicchiere per bere una lunga sorsata di vodka.
Scoparti una Bluejacks spero sia servito a qualcosa, Romanov.
Penso di si.
Nina ride, si scola il bicchierino di vodka con vorace rapidità.
Se riuscite a raggiungere gli Avenger, posso fornirti una manciata di codici.
Avevi detto che non c'era nessun piano di recupero.
Questo infatti è un favore personale. Io ti fornisco quei codici e ti salvo il culo, tu ti impegnerai a liberarti di mio marito in Guerra. Conosci la sua faccia e so già che verrà mandato su Shadetrack, quando la Flotta sbarcherà anche su quel pianeta.
Tu dai per scontato che l'Intelligence mi manderà in guerra.
Ho letto il tuo fascicolo e conosco la tua storia: quelli come te sono nati per la guerra. Considera la mia proposta solo come un'incentivo sulla scelta del pianeta.
Ivan la guarda di nuovo, ma questa volta con più durezza e dritto negli occhi. Ne riconosce un'autorità che nasconde sotto la giovane età e sotto un atteggiamento sciolto ed elegante; la decisione e la sicurezza nelle sue parole hanno un suono nettamente familiare, dell'odore di Koroleva.
Lo prendo per un sì allora. E a proposito: Golden Hotel, stanza 513, domani sera alle 23.30; sono sicura che anche tu abbia voglia di sentire l'odore di casa.
Si stacca dal corrimano e si allontana; Volkov resta in quella posizione invece, mai cambiata per tutti quei minuti di conversazione. Eppure per molti, troppi, secondi, non riesce a togliere gli occhi dalla schiena nuda, visibile dallo scollo posteriore dell'abito, della giovane bionda.

Quella sera si prenderà anche un terzo bicchiere di vodka.

Nina Novak in Reed, Xanto 2507

martedì 4 marzo 2014

Lost in lone

Corelain Quay, Dicembre 2507

L'accampamento militare è particolarmente vuoto.
In seguito alle informazioni ricevute dall'Intelligence korolevita sull'imminente sbarco delle truppe Alleate su Shadetrack, le truppe Indipendentiste erano state spostate alle trincee a nord, sulle Kilmarock Mountains e a 20 km a sud di Mountrath: cittadina occupata dall'Alleanza nelle settimane successive e predisposta già allo sbarco del nemico.
Non mi hai ancora spiegato perchè a differenza dei tuoi commilitoni di Koroleva, Volkov, tu abbia scelto la trincea.
Il Colonnello Fox allunga il pacchetto di cheltenham all'uomo di colore, il quale da quella ne estrae una sigaretta per iniziarla a fumare. Non risponde subito, dedicando i primi secondi di quel discorso al fumo denso e sintetico.
Perchè finchè Shadetrack resiste, i soldati del fronte Columba non dovranno razionare le provviste.
Non ti ho chiesto un'analisi tattica dello scenario bellico, Tenente, ma le tue motivazioni personali.
Perchè sono stato addestrato ad uccidere, Colonnello.
Gli occhi verde scuro dell'uomo restano su Volkov per molti secondi, squadrando il soldato dalla testa ai piedi fosse la prima volta che il nero gli capitasse davanti. La domanda diretta e schietta del sottoposto lo lascia perplesso ed amareggiato, costringendolo a fumare con una maggiore intensità e nervosismo.
Guardati intorno, Volkov. Quanti dei tuoi compagni sono in guerra perchè amano uccidere? Probabilmente tu ed una manciata di Spartani.
Probabilmente perchè gli altri soldati hanno portato i cavalli al pascolo fino a due anni fa, Colonnello.
A quelle parole il Colonnello scatta in maniera istintiva, tirando un pugno proprio all'altezza del naso del suo sottoposto, rompendolo. Il sangue dipinge la bocca del moskovita il quale però si limita unicamente a sputare a terra del sangue rimastogli in bocca. 
Sarai anche un freddo killer, soldato, ma non sai un cazzo di questa guerra. Guardati intorno. Madri di famiglia, ragazzini senza ancora i peli sul petto, vecchi costretti sul bastone che però danno una mano nelle infermerie o nelle mense. Molti di loro fino a due anni fa non avevano mai ucciso nessuno. Loro combattono perchè credono che versare il loro stesso sangue sia un prezzo accettabile rispetto ad essere stritolati dalla morsa dell'Alleanza. Ed è per questo, Volkov, che non avrai mai il rispetto e la fiducia dei tuoi uomini: perchè tu combatti per uccidere, loro combattono per vivere.
Il Colonnello getta la sigaretta a terra, consumata solo per metà. La fiamma che si spegne nella poca neve accumulatasi a terra. Il Tenente lo segue, con lo sguardo, in silenzio; anche la sua sigaretta stretta tra le dita ma senza essere fumata.
Sta per cominciare la Guerra, Tenente. E nessun addestramento ti prepara davvero a resistere in trincea. Da solo, non durerai un mese.
Quello che era iniziato come un dialogo, termina in un monologo. Presto l'unica luce nei pressi di quelle tende militari è la sigaretta dell'ufficiale nero. All'alba, anche ciò che è rimasto di quel campo militare ai piedi delle montagne verrà smantellato e spostato più a nord, dove la guerra avrebbe avuto luogo.

Col. Philip Fox, Shadetrack 2507

mercoledì 19 febbraio 2014

Holy Gun

Las Cruces, Settembre 2507

Il Sesto Reggimento disponeva di numerosi distaccamenti sparsi all'interno del Columba; i due distaccamenti principali erano stanziati su Spartaca e Shadetrack sotto la guida di due Colonnelli tra i migliori nell'esercito Indipendentista.

Il Colonnello Fox considerava tatticamente importante che si raggiungesse un accordo con le Autoridad di Las Cruces per allestire un centro di comando all'interno delle catene montuose che racchiudevano la regione. E a trattare con le autorità locali furono inviati 200 uomini: uno Squadrone da 150 soldati a cavallo (suddivisi in 3 Plotoni da 50 uomini) e un Plotone di Fanteria mobile composto da 50 uomini. Il Tenente moskovita venne incaricato di comandare la piccola Compagnia mista e sotto di lui altri quattro Sergenti ai suoi diretti ordini. 

Gli uomini raggiungono l'Anello che è ormai tramonto, decidendo perciò di accamparsi nei pressi della lingua di fiume che scorreva dentro la catena montuosa. Il tempo di piazzare le tende ed è già buio; divisi per turni, gli uomini hanno il tempo di lavarsi nel fiume, mangiare e montare la guardia e riposare prima dell'alba.

Diana Williams e Alexander McAllister, due dei Sergenti incaricati del comando dei plotoni (rispettivamente cavalleria e fanteria) sono in cima alla torretta di vedetta, alle prese con tabacco naturale e con qualche chiacchiera in compagnia dei fucili.
Non mi piace.
Ti dico che esageri, Lex.
Ed io ti dico che ho ragione. Koroleva non manda nessun soldato da mesi e poi, all'improvviso, ci manda una spia del cazzo e si aspetta che lo chiamiamo Signore, Tenente.
Sputa a terra, in segno di spregio. La voce tra i due è estremamente bassa.
Lo so io, Diana, che ci fa qui quello: sabotarci. Chiamerà i Culi Blu quando dormiremo e ci massacreranno tutti. Quello lì, era su Xanto, prima di venire qui...l'ho sentito dire dal Capitano Smith.
Il Capitano Smith è un idiota che non ha mai preso in mano un fucile e che suo padre gli ha comprato il grado con trecento dei suoi schiavi di Clackline. 
Lei si accende la sigaretta, poi passa i cerini al compagno di vedetta.
E avresti dovuto parlare con il Caporare Collins, Lex: lui era a Sadrany con Volkov. Hanno catturato un Avenger militare in soli dieci uomini.
Puttanate.
Beh, credo più al Caporale che al Capitano.
Alexander storce il naso, scettico e diffidente. Tortura le labbra con i denti e la sigaretta mentre l'attenzione sua, e della donna, scivola sui cavalli che escono dall'accampamento con il portavoce delle Autoridad. Probabilmente avrebbe aggiunto altro se non fosse che lo stesso Volkov sale sopra la torretta. Impossibile non sentire il suo passo pesante e non vedere il suo imponente profilo.
Come è andata, Tenente?
Non ne sono sicuro Williams. Sono cocciuti ed arroganti: dicono che lo Spirito Santo sarà loro più utile che un Battaglione di uomini.
E occupiamoli, allora!
Frena i tuoi bollori, Sergente McAllister. Non sono loro i nostri nemici; e poi sarà il Colonnello a decidere. Per il momento, rompete le righe e andate a riposare. Resto io.
Alexander è il più riluttante a lasciare la postazione al solo ufficiale; lo squadra come un cane selvatico che per la prima volta vede un essere umano ma sbattendo contro uno sguardo gelido e freddo. Deve rinunciarci ed infine, avviarsi dietro l'altro sottufficiale. 

martedì 18 febbraio 2014

Other lives: Diana Williams

Nel centro di Colerain Quay la famiglia Williams non se la passava male. Possedevano una piccola stazione postale con la quale, tramite dei convogli di terra, smistavano pacchi e merci tra i vari villaggi della regione. Dall'unione di Mike e Cassidy vennero alla luce due maschi ed una una femmina: Simon, Alec e Diana. Le origini paterne, figlio di un commerciante spaziale migrato da Blackrock, e la colorazione scura della pelle che tramanda ai figli, sarà sempre motivo di disprezzo da parte di parte della popolazione di Quay. Nonostante questo però, l'infanzia e l'adolescenza trascorrono tranquille, seguendo l'istruzione parrocchiale garantita dal Monastero del paese e ammaccandosi le ginocchia tra i campi fuori città. I due maschi vengono educati dal padre all'attività di famiglia: a sparare per difendere le loro diligenze e ad allevare i pochi cavalli utili per i trasporti. A Diana invece, dalla madre, viene impartita un'istruzione domestica da buona moglie di casa; questo quando non chiede ai fratelli (di 4 e 7 anni più grandi) di insegnarle a cavalcare e a sparare a sua volta.

Quando nel 2500, a vent'anni, rifiuta un matrimonio combinato, i genitori le lasciano finalmente la libertà di gestirsi la propria vita. Segue i due fratelli dappertutto: durante le scorte, durante le battute di caccia, durante le periodiche collaborazioni con lo sceriffo locale nella cattura dei ladri di bestiame. Quando sei anni dopo scoppia la guerra, anche lei si arruola tra i Browncoat insieme ai fratelli mossa da un forte sentimento di revanscismo nei confronti di quella società maschilista e convinta di poter dimostrare che anche lei, una donna di colore, possa fare la differenza. Solo negli anni successivi acquista la consapevolezza che non si tratta solo di una battaglia personale, ma di una Guerra che avrebbe radicalmente cambiato la vita di tutti i soldati che la combattevano e di tutte le popolazioni coinvolte.


Corelain Quay, Agosto 2507

L'enorme Tomahawk atterra nella pista d'atterraggio al centro di quel piccolo polo industriale planetario, scaricando decine di soldati arrivati direttamente da Hera per il supporto alla fanteria di terra. La terra secca e arroventata dal sole a mezzodì brucia i volti dei soldati. E' un convoglio multietnico dei più disparati, ma accomunati tutti dal browncoat, dagli elmetti e dai fucili d'assalto. E mentre dalla nave i vari plotoni seguono le direttive dei loro sovrintendenti, il Korolevita nero rompe le righe avviandosi direttamente verso la tenda degli ufficiali. Quando l'attesa finisce ed il Colonnello Fox esce dalla tenda, squadra dalla testa ai piedi il Tenente con evidente diffidenza. Facile intuire che la diffidenza derivi dalla generalità dell'ufficiale inferiore: in quei mesi di conflitto non un soldato da New Moskow era stato inviato su Shadetrack.
Tenente Volkov a rapporto, Signore.
Il saluto militare è preciso e formale, rigido ed autorevole. Il Colonnello fa cenno di riposo.
Da quanto Koroleva manda i suoi ufficiali sul fronte? Non vi eravate rintanati dietro la vostra fottuta neutralità?
Ma il graduato minore non risponde. Fissa con occhi gelidi gli occhi chiari di quell'uomo sui 45 anni, con la pelle bruciata dal sole ed i capelli ampiamente brizzlati; l'evidente accento di Shadetrack viene riconosciuto al volo. Il Colonnello non riesce a provocare nessuna insubordinazione nel Nero; si schiarisce la voce.
Il Sergente Williams ti accompagnerà alle tende e ti mostrerà l'accampamento. Per il momento è tutto: benvenuto nel Sesto Reggimento Columba, Volkov.
E prima del congedo, il Colonnello indica all'ufficiale una donna non lontano dalla tenda alle prese con una sigaretta artigianale e che evidentemente aspettava che il colloquio con il Colonnello terminasse. Alta e slanciata, una muscolatura definita ma più che forte e resistente, scattante e rapida. Una canottiera semplice e smanicata, color marrone, lascia scoperte le spalle ed il collo dalla carnagione mulatta della giovane donna che ad occhio e croce avrà circa una manciata di anni meno dell'ufficiale. Punta lo sguardo sul suo petto, leggendo i gradi e le generalità prima che lei stessa si presenti.
Sergente Williams, Tenente. Può dare la sua borsa a me.
Non c'è n'è bisogno Sergente. I giorni di viaggio non mi hanno reso andicappato.
C'è dell'ironia evidente, ed un sorriso della donna che la fa rilassare maggiormente; lei l'anticipa, ma attendendo di essere affiancata dal superiore.
Com'è la situazione qui, Williams? Ho sentito che l'Alleanza è atterrata sul pianeta con una delle sue navi. Ci sono state perdite?
Si, Tenente: si sono accampati a nord delle montagne, ci aspettiamo un arrivo in forze in inverno. E durante un'azione di esplorazione, la scorsa notte, abbiamo perso alcuni uomini.
L'umore della Truppa?
Alto: abbiamo seppellito diversi di quei cani. Dove è stato assegnato?
Cavalleria d'assalto, sedicesimo squadrone. Dovrò sostituire il Tenente Jackson: dicono che abbia lasciato le rotelle sul campo.
La donna sospira, amareggiata. Scrolla le spalle.
Saremo nella stessa unità.
Sai cavalcare?
Mi prendi per il culo? Ahm, intendevo dire che...
Allora portami dai cavalli e facciamo un giro. Ho bisogno di sgranchirmi la schiena e di riprendere la mano con quelle bestie. Dovrai darmi qualche dritta.
Non se lo fa ripetere due volte, lei. Accelera il passo costringendo il suo superiore a starle dietro, per affrettare il giro del campo e per fargli lasciare la roba nella tenda. E per avere più tempo per un giro di ronda e controllo a cavallo. In quelle ore nel campo militare di Corelain c'è una calma assoluta spezzata solo dall'arrivo delle nuove truppe. E' ancora Agosto: l'Alleanza non ha ancora messo piede su quel pianeta. 


Sgt. Diana Williams, Shadetrack 2507

martedì 3 dicembre 2013

Xerox

New Moskow, Giugno 2507

Il Dipartimento della Difesa di New Moskow è, anche nel fermento della guerra, un formicaio ordinato e silenzioso, marziale e rigoroso da far sembrare anche quella fine di Giugno caldo, eccessivamente freddo. Una piccola scolaresca di ragazzini in uniforme sembrano fotocopie gli uni degli altri. Nessun bambino di colore; la razza caucasica è quella predominante. Un ragazzino sposta gli occhi chiari sull'alta uniforme dell'ufficiale del FOM, guardando i gradi di Tenente appuntati su petto e spalle e poi sul viso nero privo di barba ma che presenta solo quei due baffi corti e ben sistemati sopra le labbra. Anche la maestra di quella scolaresca guarda tra l'ammirato ed il perplesso l'ufficiale negro; lo segue con lo sguardo vedendolo svoltare verso il corridoio che porta nell'ufficio di uno degli alti Ufficiali moskoviti.

Avanti.
La voce dura e severa del Generale Krushenko è udibile dall'altro lato della porta. La porta si apre quasi completamente permettendo al Tenente di fare il suo ingresso e di piazzarsi al centro della stanza, a due metri dalla scrivania, in una postura militare ben costruita da spalle in linea e schiena dritta. Gli occhi freddi dell'alto Ufficiale si scontrano su uno sguardo  del tutto simile del sottoposto.
Signore.
Due lupi che si fiutano a vicenda. Distacco formale reciproco.
Volkov. Mi ripeta. Forse nella sua domanda di trasferimento c'è un errore.
Nessun errore, Signore, parto per la guerra. Sesto reggimento, quindicesima brigata distaccata a Shadetrack.
La reazione del Generale non cambia. Ma il sigaro che stava fumando fino a pochi secondi prima viene lasciato nel posacenere sulla scrivania.
Boris Ivanovich. Lei è un agente dell'Intelligence. Siamo noi a decidere se, e dove, andrà in guerra.
Il Generale, nella sua lunga carriera e nella lungimirante visione di ciò che sarebbe diventato ogni soldato che fosse entrato nell'Intelligence, non aveva considerato cosa sarebbe diventato il ragazzo negro grazie alla disciplina impartitagli da lui stesso.
Koroleva ha bisogno di uomini sul fronte e con i Browncoat, Signore. E non di uomini che si limitino a portare i viveri o le armi, ma di uomini che si guadagnino, nelle trincee, la fiducia dei propri sottoposti e dei propri superiori. Con tutto il rispetto, Signore, io posso. E se i Browncoat vinceranno la guerra, Koroleva avrà un Ufficiale tra le file dell'esercito Indipendentista.
Vladimir Krushenko riprende il sigaro. Torna a fumare guardando con più attenzione l'uomo più giovane. Lo squadra dalla testa ai piedi ed annuisce.
La invieremo con una raccomandata dall'Ammiraglio del Sesto. Sarà un Tenente ma sarà l'unico aiuto che riceverà dal nostro Governo. Non resterà in contatto con l'Intelligence a meno di agenti che periodicamente scenderanno in guerra con le nostre navi per rifornire il fronte Indipendentista. 
Ancora dei secondi di pausa.
Può congedarsi, Tenente Volkov.
Signore.
Un saluto militare ripetuto con rigore.
Il Tenente dà le spalle all'alto Ufficiale ed esce dal suo ufficio. Un sorriso di soddisfazione si dipinge sulle labbra scure del korolevita. 

Invece all'interno di quell'ufficio che ora è di nuovo silenzioso e vuoto a meno del Generale, quest'ultimo si massaggia la fronte. Qualcosa gli è sfuggito, ma non capisce cosa. Voleva un soldato perfetto che, tuttavia, sembra aspirare a molto di più che un semplice posto all'interno di un gruppo ben organizzato di superspie. 

giovedì 24 ottobre 2013

Remember you will

Sadrany, Febbraio 2507

Ricorda chi sei.
Ricorda da dove vieni.
Ricorda dove tornerai.
Quando ogni mattina apre gli occhi, la voce del Generale se la ricorda perfettamente. Le ultime parole prima del congedo ufficiale dalle Forze dell'Ordine Moskovite sette anni prima. Un congedo che serviva solamente a spostare il suo curriculum negli uffici dell'Intelligence.

Trent'anni alle spalle e una laurea con lode. Volkov si era costruito addosso un nuovo personaggio, Aleksej Romanov, con il solo scopo di prendere informazioni. Patente, IdN, famiglia: tutto falso; o almeno in parte. Genitori di New Moskow defunti ed una vita militare con la quale si è pagato gli studi. Dopo la laurea si è spostato nel core lavorando per la succursale di Corona della Wayland Industries come consulente legale. Una scrivania in un piccolo ufficio i primi due anni; un ufficio della dirigenza negli altri quattro anni. I suoi modi perfettamente inseriti nel contesto Corer ed un'ottima conoscenza e capacità in materia gli avevano permesso di guadagnarsi la fiducia dei pezzi grossi. La sua origine era solo una piccola macchia sbiadita su un curriculum eccellente. 
Ricorda chi sei.

Quando scoppia la guerra non ci pensa due volte a dimettersi e a tornare a New Moskow.
E poi dirottato a Xanto.
Molti soldi ed un'attico costoso nel centro di Sadrany. Una lux car ed una moto sportiva tenute nel garage privato nel seminterrato. Un lavoro nella società di trasporti di Roy Shannon che fruttava bei soldi e senza la richiesta di troppe domande. Una giovane ed attraente ragazza, che promette di diventare un grande soldato dell'Alleanza, ad occupare metà del suo letto. Ha tutto quello che quasi ogni uomo vorrebbe avere; tutto reale e tangibile, l'unico oggetto contraffatto è quell'uomo stesso.
Ricorda da dove vieni.

La Flotta Indipendentista è alle porte di Xanto: potrebbero giungere in una settimana, due o anche tre. Tutto dipende dalle prossime informazioni che le varie Intelligence comunicheranno agli Ammiragli e da come questi ultimi muoveranno i loro soldati.

Quella mattina sono rientrati tardi, attardandosi poi maggiormente tra le lenzuola del letto. Il sole è alto da un pò quando Volkov apre gli occhi e notando che lei dorme ancora di fianco a sè. Lo sguardo scivola sulle forme giovani coperte da quel semplice lenzuolo. Resta a guardarla in silenzio finchè anche lei non si sveglia. Solo in quel momento spostandosi sul fianco destro, allunga la sinistra per accarezzarle il viso ed il mento.
E se mi arruolassi anche io?
Lei scoppia a ridere, avvicinandosi completamente e stringendolo.
Non faresti del male ad una mosca, Alex.
Ma per te si. Non per la Grande Alleanza, ma per te.
Quando Coco esce dall'appartamento portandosi dietro un bacio e la porta stessa, fuori è notte. Si ferma con spalle alla porta e si stropiccia gli angoli degli occhi e strizzandoli. Quel carico di empatia ed affetto vien fatto scivolare via fluido come l'olio, riacquistando presto un'espressione fredda e distaccata, di disprezzo per quell'appartamento arredato da chissà quale ricco imprenditore e per quel centro cittadino abitato da ricchi imprenditori. L'avvocato di colore apre la doccia ed avvia la registrazione di lui che fischietta. Infila le cuffie sulle orecchie che collega al pad e all'interno di quest'ultimo inserisce un piccolo cip. La voce che sente arrivare dall'altro capo del cortex è disturbata e gracchiante. Ma chiaramente si parla in russo da entrambi i capi del cortex.
Se ho cinque colpi, posso colpire cinque bersagli.
E se ne hai cinquantacinque?
Me ne basta uno di bersaglio.
Novità?
I codici non sono molto chiari, collegati a delle comunicazioni top secret. 
A questo punto, cinquantacinque, preparati ai tuoi ultimi ordini su Xanto che riceverai presto. Ed ovviamente non dimenticarti di fare pulizia.
Come sempre.
La comunicazione si interrompe. Il cip viene bruciato da uno zippo e poi gettato in un secchio ormai inutilizzabile. Spegne lo stereo, va in doccia. Pensa a quello che ha lasciato dietro le spalle in quei sette anni. Far pulizia. E' arrivato al punto di non ritorno. 
Prende lavoro arretrato da Shannon prendendosi un permesso per lavorare a casa. Doveva essere nel suo appartamento quando la Flotta Indipendentista attacca e bombarda Sadrany e doveva essere nel suo appartamento quando il suo palazzo viene colpito da siluri aria terra mandando tutto in fiamme e cenere. Invece, con un manipolo di uomini su un Avenger sottratto alla Flotta dell'Unione, è lui che abbatte il suo palazzo e a mandare in polvere ciò che era di Aleksej Romanov.
Ricorda dove tornerai.